Tradimento e dominazione lesbica

Ritratto di un amore lesbo

Dormivo così beatamente che pensavo davvero non potesse accadermi nulla; ero sprofondata in un relax talmente raro e piacevole che solo una bomba avrebbe potuto costringermi ad abbandonarlo! Tuttavia non avevo valutato che anche il suono del campanello, di tanto in tanto, può trasformarsi in una vera minaccia terroristica quando si è sotto l’effetto di un piacevole sonnellino. Mi recai quindi alla porta in fretta e furia, tentando di pettinarmi i capelli con le dita e stropicciandomi il viso come se fosse fatto di un materiale modellabile: in quel momento pensavo al solo bisogno di presentarmi decentemente alla persona che stava suonando alla porta. Nell’istante in cui aprii sussultai un attimo: era Greta, un’amica che io e Ginevra (la mia fidanzata) condividevamo da diversi anni a questa parte.

Ma per quale ragione rimanere un attimo allibiti dinanzi ad un’amica che ti è venuta a fare visita? Semplicemente perchè io, con Greta, ebbi una scappatella in merito alla quale Ginevra è sempre stata tenuta all’oscuro! Lasciai tuttavia che il sospetto e qualche mio strano atteggiamento si allontanassero il prima possibile, la feci entrare e pochi minuti dopo uscì dal bagno anche Ginevra. Ci sedemmo dinanzi ad un buon dolce preparato da me solo poche ore prima accompagnato da una tazza di caffé caldo, e in un certo senso quell’atmosfera sembrava talmente innocua da non indurmi a pensare che di lì a breve si sarebbe scatenato il putiferio.

Già, perchè Greta ebbe quella pensata idiota di riferire a Ginevra del mio tradimento. Quella che fino a poco tempo prima consideravo la mia dolce metà si trasformò in un vero toro da corsa: divenne rossa dalla rabbia, cominciò a scaraventarmi oggetti contro e ad incolparmi di ogni male fino a che non mi afferrò per un braccio trascinandomi in camera da letto.

A quel punto salì sul letto, afferrò un dildo e me lo infilò dentro con tutta la forza possibile. Mentre lo sentivo muoversi dentro di me avvertivo una sensazione a metà tra il piacere, la rabbia e il dolore: Ginevra continuò a scuotermelo dentro, scopandomi con quel cazzo di gomma che aveva accompagnato i nostri migliori momenti erotici. “Godi, puttana, ora godi come e quando dico io!” – e senza alcun pudore dinanzi agli occhi sbalorditi di Greta aggiunse – “Ora sei mia, ti userò per scoparti come una vera troia!”.

Pochi secondi dopo il suono del cellulare mi svegliò da quello che, evidentemente, doveva essere stato solo un sogno a tratti terribile, ma per certi versi così piacevole dal momento in cui aprii gli occhi tra lenzuola e mutandine bagnate…!

© Foto di Francisco Iurcovich

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